Sez. di Pisa

A.N.P.S.

Associazione Nazionale della Polizia di Stato - Protezione Civile Toscana

Storia della Protezione civile



firenze

 

La difesa delle popolazioni e del territorio in caso di emergenze, è sempre esistita ed infatti, nel tempo, sono state emanate norme, che sono state modificate da altre, con l’evolversi del concetto stesso di Protezione Civile.

Basterà ricordare che già nel 1300 prevedevano che i capifamiglia delle zone rurali tenessero pronti una vanga, un rastrello, una zappa ed un badile per fronteggiare l’eventuale rottura degli argini del Po e che nel diciottesimo secolo i governanti dell’impero austro ungarico diedero riconoscimento legale ai Brentani (attrezzati con recipienti di legno — appunto i brenta — che riempiti d’acqua servivano a spegnere le fiamme), ai Nottin

(coloro che pattugliavano le strade di notte per avvisare le popolazioni in caso di incendi).

Nel secolo scorso la legislazione aveva ancora un carattere legato all’esigenza del momento. Consisteva infatti in disposizioni adottate volta per volta, contenenti provvedimenti a favore dei sinistrati e direttive impartite a vari enti.

 

Nel 1926 con il R.D.L. n. 2389, convertito nel 1928 nella legge 883, e con il regolamento di attuazione (D.M. 15 dicembre 1927), si comincia a delineare una struttura irpinia10 d0per così dire “permanente” per il soccorso alle popolazioni:  la competenza viene affidata al Ministero dei Lavori Pubblici, ma alcuni compiti specifici vengono assegnati ad altre amministrazioni (aeronautica per ricognizione aeree, poste per le comunicazioni, ecc...)

Viene prevista la possibilità di nominare un Commissario governativo per la direzione di tutti i servizi e nasce l’antenato del Mercurio (il piano che, all’inizio degli anni 80, prevedeva che tutti i Comuni elencassero, con un sistema informatizzato le risorse in loro possesso).

Tra il 1935 ed il 1961 si verificano una serie di passaggi che sfoceranno nell’organizzazione, su base nazionale, dei servizi antincendi.

Tuttavia le calamità che si abbattevano sul paese, dall’alluvione del Polesine alla catastrofe del Vajont, e forse anche la visibilità che le conseguenze per le popolazione acquistavano grazie al diffondersi delle comunicazioni di massa, telegiornali e giornali, sottolineavano l’esigenza di disporre di strutture e mezzi per il soccorso e, soprattutto, di organi unitari.

Nel 1970 viene varata la legge 996 “Norme sul soccorso e l’assistenza alle popolazioni colpite da calamità — Protezione Civile”, che però produrrà effetti solo con il regolamento di attuazione, il D.P.R. 66/81, che verrà emanato dopo ben undici anni e forse “accelerato” dal
disastroso terremoto dell’Irpinia del 1980.

reggio4 d0

La l. 225 del 1992

Il 20 settembre 1983, primo firmatario l’On. Zaniboni, recentemente scomparso, veniva presentata alla Camera dei Deputati la proposta di legge n. 480 intitolata “Istituzione del Servizio della Protezione civile nazionale”.

Per la prima volta si introdusse il concetto di prevenzione e non solo di emergenza in protezione civile.

La legge 996 del 1970 “Norme sul soccorso e l’assistenza alle popolazioni colpite da calamità—Protezione Civile” non si ritiene più adeguata alla creazione di sistema stabile di protezione civile.

Occorrerà attendere altri undici anni che hanno visto l’emanazione di varie leggine, ordinanze e circolari.

Nel 1990, il Presidente della Repubblica rinviò alle Camere, per la ristesura, una legge già approvata, riguardante l’istituzione del Servizio Nazionale della Protezione Civile e solo 

il 24 febbraio 1992 vedrà la luce la L. 225 Istituzione del Servizio Nazionale della Protezione Civile”.

Due anni dopo il quadro si completa con la pubblicazione del Decreto del Presidente della Repubblica del 21 settembre 1994, n. 613, che reca norme concernenti la partecipazione della associazioni di volontariato alle attività di protezione civile

(oggi sostituito dal Decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 2001, n. 194 “Regolamento recante nuova disciplina della partecipazione delle organizzazioni di volontariato alle attività di protezione civile”).

La l. 401 del 2001

La legge 401 del 2001, approvata dal II° Governo Berlusconi, introduce delle novità nel sistema esistente.

Con essa, infatti, non solo si abolisce la nascente Agenzia di Protezione civile, riportando il Dipartimento della Protezione civile sotto la Presidenza del Consiglio dei Ministri, affidandone la direzione ad un Capo Dipartimento, ma soprattutto viene introdotta la novità dei Grandi Eventi.

Il Grande Evento diventa un avvenimento affidato alla gestione della Protezione civile. Da 2001 la Beatificazione di Padre Pio, i funerali di Giovanni Paolo II° o l’elezione a Papa di Benedetto XVI, così come le qualificazioni per la Coppa America di vela, solo per citare alcuni esempi di Grandi Eventi, sono affidati all’organizzazione del Dipartimento della Protezione civile nazionale e regolati da Ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri.

 

 

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8 maggio 2014 

 

 

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